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LA STORIA DELLA CUCINA, LE SPEZIE IN EUROPA

LA STORIA DELLA CUCINA, LE SPEZIE IN EUROPA

Ricettari, libri contabili, opere letterarie e pittoriche, diari di viaggiatori, indagini archeologiche e moltre altri documenti storici attestano l'importanza delle le spezie in Europa.

Le spezie non erano beni superflui o lussuosi come si pensa oggi, ma beni primari, a larga diffusione, accessibili ai ceti più alti quali nobili, ecclesiastici e mercanti, così come ai ceti più bassi come calzolai, muratori e contadini: insomma prodotti per tutti.

Ma perché le spezie erano indispensabili?

Si pensa che le spezie fossero utilizzate per rendere appetibili e migliorare il gusto delle pietanze, che a causa della sistema di cottura molto semplice ed elementare produceva cibi insipidi e per niente buoni.

Indispensabile fu allora l'utilizzo di sapori molto forti, le spezie per l'appunto. Esse furono impiegate per ogni pietanza sia semplice che elaborata. Speziavano tutto, il cibo e persino le bevande! Diffusi erano nel medioevo, ma anche nei secoli precedenti, il vino speziato Claretum e Ippocrasso. Le tecniche culinarie cominciarono a cambiare verso la fine del medioevo, dapprima nelle corti rinascimentali italiane e poi nel seicento, grazie all'evoluzione degli strumenti in cucina e la capacità della regolazione del calore. Queste innovazioni contriburono a una sorta di rivoluzione nei metodi di cottura, che consentirono finalmente, sia di esaltare le caratteristiche specifiche dei cibi, sia di realizzare le preparazioni più raffinate.

A quel punto le spezie, che erano state così importanti conobbero un lento, ma inesorabile declino, fino ad oggi dove stanno rivivendo una grande rinascita: gli scambi culturali tra i popoli dovuti a spostamenti migratori e turistici e dunque l'incontro di culture culinarie diverse ha fatto sì che le spezie siano tornate, in Europa e in particolare in Italia, ad essere protagoniste delle nostre cucine.

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