Le spezie nei secoli in Europa

Le spezie nei secoli in Europa

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  • 14 December, 2021
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Per tanti secoli, dall'età Romana al settecento, le spezie in Europa sono state essenziali, numerose fonti storiche come i ricettari, lettere di mercanti, liste della spesa, libri contabili, opere letterarie e pittoriche, diari di viaggiatori, indagini archeologiche e rilevazione di prezzi e salari lo dimostrano.
Le spezie non erano beni superflui o lussuosi come si pensa oggi, ma beni primari, a larga diffusione, accessibili ai ceti più alti quali nobili, ecclesiastici e mercanti, così come ai ceti più bassi come calzolai, muratori e contadini: insomma prodotti per tutti.
Ma perché le spezie erano indispensabili?
Si pensa che le spezie fossero utilizzate per rendere appetibili e migliorare il gusto delle pietanze, che a causa della sistema di cottura molto semplice ed elementare produceva cibi insipidi e per niente buoni.

Indispensabile fu allora l'utilizzo di sapori molto forti, le spezie per l'appunto.
Esse furono impiegate per ogni pietanza sia semplice che elaborata.
Le tecniche culinarie cominciarono a cambiare verso la fine del medioevo, dapprima nelle corti rinascimentali italiane e poi nel seicento, grazie all'evoluzione degli strumenti in cucina e la capacità della regolazione del calore. Queste innovazioni contriburono a una sorta di rivoluzione nei metodi di cottura, che consentirono finalmente, sia di esaltare le caratteristiche specifiche dei cibi, sia di realizzare le preparazioni più raffinate.

A quel punto le spezie, che erano state così importanti conobbero un lento, ma inesorabile declino, fino ad oggi dove stanno rivivendo una grande rinascita: gli scambi culturali tra i popoli dovuti spostamenti migratori e turistici, l'incontro e la convivenza di culture diverse ha fatto sì che le spezie siano tornate ad essere protagoniste delle nostre cucine.


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